App da valutere

da https://medium.com/@gowthamoleti/apps-i-use-and-why-you-should-too-7021c5703a77

  1. Artifact: Un’app di notizie simile a TikTok, creata da Kevin Systrom (co-creatore di Instagram), che usa l’AI per personalizzare i contenuti e ha funzioni come la sommarizzazione automatica degli articoli e la correzione di titoli clickbait.
  2. TickTick: Un’app di produttività che combina planner, tracciatore di abitudini, calendario, promemoria e timer di concentrazione, incluso un timer Pomodoro.
  3. Shortwave: Un client email AI-powered che organizza automaticamente inbox, conserva le email fino a 90 giorni (o tre anni nella versione premium), e include una funzione di composizione vocale.
  4. Pocket Casts: Un lettore di podcast con un’interfaccia intuitiva, che include funzionalità come rimozione della pausa e potenziatore vocale, e rimane privo di pubblicità anche nella versione gratuita.
  5. Pattern: Un’app di astrologia che permette di connettersi con amici e esplorare la compatibilità astrologica.
  6. Bundled Notes: Un’app per prendere appunti con un design Material You, permette di creare “bundle” di note, con tag per organizzarle, e include funzioni come promemoria e sincronizzazione tra dispositivi.
  7. Ada: Un’app sanitaria per valutazioni rapide basate sui sintomi inseriti dall’utente.
  8. Beeper: Un’app di messaggistica all-in-one che integra messaggi da diverse piattaforme come WhatsApp, Instagram, LinkedIn e SMS in un unico posto.
  9. Showly: Un’app per tracciare serie TV e film, con notifiche per nuovi episodi.
  10. Air Visual: Un’app per monitorare la qualità dell’aria, con aggiornamenti in tempo reale e previsioni.
  11. Caffeine: Un’app che impedisce allo schermo del telefono di spegnersi automaticamente durante l’uso.
  12. Splitwise: Un’app per la gestione delle spese condivise, utile per dividere conti e spese di gruppo.
  13. Lens Distortion: Un’app di editing fotografico per aggiungere effetti come fumo, flare e pioggia.
  14. Mimo: Un’app di apprendimento del coding con lezioni brevi e interattive su vari linguaggi di programmazione.
  15. Skyview: Un’app per esplorare il cielo notturno, identificando costellazioni e pianeti.
  16. Pocket: Un’app per salvare articoli e video da leggere o ascoltare in seguito, anche offline.
  17. Feedly: Un’app per news simile ad Artifact, con funzioni di ricerca e categorizzazione di articoli.
  18. Raindrop: Un gestore di segnalibri per salvare e organizzare contenuti online.
  19. IFTT: Un’app per automatizzare routine e scorciatoie tra app e disphttps://medium.com/@gowthamoleti/apps-i-use-and-why-you-should-too-7021c5703a77ositivi.
  20. Locket Widget: Un’app semplice per la condivisione di foto tra un piccolo gruppo di amici, simile a Snapchat ma senza l’obbligo di aprire l’app.

Valle D’Aosta

Domande e risposte sulla Valle d’Aosta:

  1. In quale regione italiana si trova il Monte Bianco?
    Risposta: Nella Valle d’Aosta.
  2. Quale è la montagna più alta della Valle d’Aosta?
    Risposta: Il Monte Bianco con 4810 metri.
  3. Quanti metri misura il Monte Rosa?
    Risposta: Misura 4634 metri.
  4. Dove si trovano i ghiacciai perenni?
    Risposta: Sopra i 3000 metri.
  5. Che succede ai ghiacci sotto i 3000 metri durante la stagione calda?
    Risposta: Si sciolgono e formano torrenti che scendono ripidi.
  6. Quale è il fiume più importante della Valle d’Aosta?
    Risposta: La Dora Baltea.
  7. Come è il clima nella Valle d’Aosta?
    Risposta: È alpino, con inverni molto freddi e lunghi e estati brevi e fresche.
  8. Qual è la città più popolata della Valle d’Aosta?
    Risposta: Aosta.
  9. Quali sono le due lingue ufficiali della Valle d’Aosta?
    Risposta: L’italiano e il francese.
  10. Quali sono le principali risorse economiche della Valle d’Aosta?
    Risposta: I corsi d’acqua, il paesaggio, i pascoli e il legno.
  11. In quale stagione la Valle d’Aosta attira turisti per il paesaggio alpino e i castelli medievali?
    Risposta: In estate.
  12. Per cosa è famosa la Valle d’Aosta in inverno?
    Risposta: Per gli sport sciistici.
  13. Di cosa si occupano le botteghe artigiane della Valle d’Aosta?
    Risposta: Realizzano prodotti unici usando il legno come materia prima.
  14. Quale tipo di agricoltura è praticata nelle valli più esposte al Sole?
    Risposta: Viene coltivato patate, mele, cereali e viti.
  15. Da chi prende il nome la Regione Valle d’Aosta?
    Risposta: Dalla città di Aosta.
  16. Chi ha fondato la città di Aosta?
    Risposta: Ottaviano Augusto.
  17. Che animale è presente nello stemma della Valle d’Aosta?
    Risposta: Il leone.
  18. Cosa rappresenta la corona d’oro nello stemma della Valle d’Aosta?
    Risposta: La famiglia reale dei Savoia.
  19. In quale anno è stato costruito l’arco di Augusto ad Aosta?
    Risposta: Nel 25 a.C.
  20. Per quale motivo è stato costruito l’arco di Augusto?
    Risposta: In occasione della vittoria dei Romani su una popolazione gallica.
  21. Per cosa è famosa la Valle d’Aosta?
    Risposta: Per i suoi numerosi castelli.
  22. Quanti castelli circa ci sono nella Valle d’Aosta?
    Risposta: Oltre settanta.
  23. A cosa servivano le fortezze nella Valle d’Aosta?
    Risposta: Per controllare il territorio e renderlo inespugnabile.
  24. Come si chiama la pasta tipica della Valle d’Aosta?
    Risposta: Chnolle.
  25. Di cosa sono fatti gli gnocchetti Chnolle?
    Risposta: Di farina di mais.
  26. Con cosa si condiscono i Chnolle?
    Risposta: Con brodo di carne di maiale.
  27. Quali animali vengono allevati maggiormente nella Valle d’Aosta?
    Risposta: I bovini.
  28. Quali prodotti derivano dall’allevamento dei bovini nella Valle d’Aosta?
    Risposta: Carne e latte.
  29. Qual è il castello da non perdere nella Valle d’Aosta?
    Risposta: Il castello di Saint Pierre.
  30. Quale simbolo è presente nello stemma di molte famiglie nobili della Valle d’Aosta?
    Risposta: Il leone.
  31. Chi ha conquistato la Valle d’Aosta quasi mille anni fa?
    Risposta: La famiglia reale dei Savoia.
  32. Quali montagne alpine ospita la Valle d’Aosta?
    Risposta: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso.
  33. Come sono gli inverni nella Valle d’Aosta?
    Risposta: Molto freddi e lunghi.
  34. Come sono le estati nella Valle d’Aosta?
    Risposta: Brevi e fresche.
  35. Da cosa sono formati i torrenti nella stagione calda?
    Risposta: Dallo scioglimento dei ghiacciai.
  36. Qual è la principale fonte di energia nella Valle d’Aosta?
    Risposta: I corsi d’acqua.
  37. Perché la Valle d’Aosta attira turisti in inverno?
    Risposta: Per gli sport sciistici.
  38. Che tipo di prodotti realizzano le botteghe artigiane con il legno?
    Risposta: Prodotti unici artigianali.
  39. Quali sono le produzioni agricole più diffuse nelle valli esposte al Sole?
    Risposta: Patate, mele, cereali e viti.
  40. Qual è la più piccola regione italiana?
    Risposta: La Valle d’Aosta.

Ecco 40 curiosità sulla Valle d’Aosta:

  • Piccola ma ricca: Nonostante sia la regione più piccola d’Italia, la Valle d’Aosta ha il terzo Prodotto Interno Lordo pro capite più alto del paese.
  • Fondazione romana: La città di Aosta fu fondata nel 25 a.C. dai Romani con il nome di “Augusta Praetoria Salassorum”.
  • Torri e castelli: Ci sono oltre 100 torri e castelli in Valle d’Aosta, una densità incredibile per la sua dimensione.
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  • Tongue twisting: In Valle d’Aosta si parla anche il franco-provenzale, un dialetto che si trova solo qui e in alcune parti della Francia.
  • Parco Nazionale: Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia, si trova in parte nella Valle d’Aosta.
  • Il Piccolo San Bernardo: Questo passo montano è noto per i suoi cromlech preistorici e la sua storica strada romana.
  • Skyway Monte Bianco: Una delle funivie più avanzate al mondo, offre una vista mozzafiato sul Monte Bianco.
  • Ponte acquedotto romano: Pont d’Aël, risalente al 3 a.C., è uno dei ponti romani meglio conservati.
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  • Cucina locale: La Valle d’Aosta è famosa per il suo Fontina, un formaggio DOP utilizzato in molte ricette locali.
  • Vini alpini: La regione produce vini unici grazie al suo terroir alpino, come il Petit Rouge o il Prié Blanc.
  • Carnavale: La Valle d’Aosta ha una ricca tradizione di Carnevale, con maschere tradizionali e sfilate.
  • Panorami: Dal Forte di Bard si può ammirare una vista spettacolare sulla valle sottostante.
  • Sant’Orso: Ogni anno, il 31 gennaio, si tiene la Fiera di Sant’Orso, una mostra di artigianato locale che risale a oltre 1000 anni.
  • Città romana: Aosta è spesso chiamata la “Roma delle Alpi” per i suoi numerosi resti romani.
  • Battaglia: La Valle d’Aosta fu teatro di alcune delle battaglie più intense durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • Törgellen: Una tradizione autunnale che celebra il vino nuovo e i prodotti stagionali.
  • Pré-Saint-Didier: Queste terme offrono una vista spettacolare sul Monte Bianco.
  • Leggende: La regione è ricca di leggende e storie di fate, streghe e creature misteriose.
  • Costruzioni in pietra: Molti edifici tradizionali sono costruiti con tetto in pietra a forma di lastra, chiamato “lose”.
  • Cervino: Una delle montagne più riconoscibili al mondo, spesso fotografata per la sua forma unica.
  • Tessuti tradizionali: La drap, un tessuto tradizionale, viene ancora prodotto in Valle d’Aosta.
  • Lardo di Arnad: Un delizioso lardo stagionato, protetto da DOP.
  • Jambon de Bosses: Un prosciutto crudo stagionato, anch’esso protetto da DOP.
  • Le torrette: Piccole torri medievali sparse per la regione, utilizzate come punti di avvistamento.
  • Sentieri: Ci sono oltre 4000 km di sentieri escursionistici in Valle d’Aosta.
  • Ghiacciaio più grande: Il ghiacciaio del Miage è il più grande ghiacciaio italiano.
  • Riserva stellare: Il Parco del Mont Avic è una riserva stellare dove si può ammirare il cielo notturno senza inquinamento luminoso.
  • Miniere: C’erano una volta numerose miniere in Valle d’Aosta, ora molte sono visitabili come musei.
  • Napoleone: L’Imperatore francese attraversò la regione durante le sue campagne.
  • Tunnel del Monte Bianco: Uno dei principali collegamenti tra Italia e Francia.
  • Mulinetti: Antichi mulini ad acqua che si possono ancora trovare in alcune parti della regione.
  • Alpeggi: Durante l’estate, molte mucche vengono portate in alpeggio nelle alture.
  • Marmotte: Questi simpatici roditori sono comuni nella regione.
  • Stambecchi: Il Gran Paradiso è uno dei pochi posti in Italia dove si possono vedere gli stambecchi.
  • Cascate: La Valle d’Aosta ospita molte cascate, alcune delle quali ghiacciate in inverno per l’arrampicata.
    foto e video
  • Tegole: Le tradizionali tegole della Valle d’Aosta sono fatte di pietra.
  • Musei: Ci sono numerosi musei che raccontano la storia, la cultura e la natura della regione.
  • Bletterbach: Una gole profonda scavata da un torrente, che mostra la storia geologica della regione.
    Vista 1
  • Vista 2

http://www.italianmountains.it/virtual.html

Il vero eroe nel Signore degli Anelli? Aragorn!

Quando si parla di fedeltà e di amore vero nel cinema, un nome che spesso viene alla mente è Aragorn, il protagonista della trilogia de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien. Esistono innumerevoli esempi di amore e lealtà nel mondo del cinema, ma pochi sono altrettanto potenti e significativi come la storia d’amore tra Aragorn e Arwen.

L’infrangibile legame tra Aragorn e Arwen

Il loro amore è uno di quei legami rari che supera ogni ostacolo, resistendo alle tentazioni, ai pericoli e alle sfide. Aragorn mostra la sua fedeltà innumerevoli volte durante il suo viaggio, rimanendo immune alle tentazioni del potere del male pur di rimanere leale al suo amore per Arwen. È un personaggio che è costantemente messo alla prova, ma che non vacilla mai nella sua dedizione verso la donna che ama.

Questa storia d’amore rappresenta fedeltà nel suo senso più puro. È una rappresentazione di come, nonostante le difficoltà, si possa rimanere fedeli al proprio coniuge. Aragorn è una figura che non solo combatte per il bene della Terra di Mezzo, ma anche per l’amore della sua vita.

Il Valore della Fedeltà

Aragorn e Arwen sono un monito sull’importanza della fedeltà in un matrimonio. Essere fedeli non significa solo rimanere fisicamente al fianco del proprio coniuge, ma sostenere, proteggere e amare in ogni situazione. La loro storia ci mostra che la fedeltà è un impegno che, pur richiedendo sacrificio e dedizione, può portare a un legame indissolubile.

Un Eroe sotto Mentite Spoglie

Oltre al suo amore per Arwen, un altro aspetto interessante di Aragorn è la sua identità iniziale come Strider. Questo alter ego ci presenta un Aragorn molto diverso: un vagabondo misterioso, un guardiano dei confini. Ma sotto questa maschera si nasconde un re, un leader e un eroe. Ciò dimostra come ognuno di noi possa avere un potenziale nascosto, pronto a essere rivelato quando le circostanze lo richiedono.

Conclusione

Aragorn è senza dubbio uno dei personaggi più iconici della letteratura e del cinema. Con la sua integrità, coraggio, amore e speranza, serve come esempio per tutti noi. La sua storia ci insegna che la fedeltà, la nobiltà d’animo e l’amore vero sono valori che dovremmo tutti aspirare a incarnare nelle nostre vite.

Valore…

“Mi dicono che sono sporco, pazzo, irresponsabile e analfabeta. Solo perché non seguo la massa degli obbedienti, non ascolto i proclami del potere, non mi drogo con la televisione, non mi faccio prendere per il culo dai politici e tanto meno dai giornalisti. Mi dicono che non valgo nulla, come se il valore fosse dettato dall’obbedienza, dal silenzio della violenza, dal mettersi in ginocchio davanti ai governanti, dal copiare gli altri artisti, dal seguire le loro leggi.
E allora io rispondo:
Se questo è il vostro valore, allora io sono ben lieto di non valere nulla, di essere un semplice pazzo analfabeta senza valore.”
Un pensiero dell’immenso pittore Antonio Ligabue.

Fortuna e sfortuna

Un giorno un contadino che abitava in un piccolo borgo sperduto, scoprì che la sua vacca, uscita del recinto, era scomparsa. Mentre la cercava, s’imbatté nel vicino, che gli domandò dove stesse andando. Quando rispose che aveva perso la vacca, il vicino commentò scrollando il capo: “Che sfortuna”. “Fortuna, sfortuna: chi può dirlo?” ribatté il contadino e prosegui la sua strada. Oltrepassati i campi coltivati, giunse sulle colline e qui trovò la sua vacca che pascolava tranquillamente accanto ad un magnifico cavallo. Ricondusse la vacca verso casa, e il cavallo gli venne dietro. Il mattino successivo, il vicino venne per aver notizie della vacca. Vedendola di nuovo nel suo recinto accanto al magnifico cavallo, chiese al contadino che cosa fosse successo. Quando gli spiegò che il cavallo gli era venuto dietro, il vicino esclamò “Che fortuna!”. “Fortuna, sfortuna: chi può dirlo?” replico il contadino e tornò alle sue faccende. Il giorno dopo suo figlio venne congedato dall’esercito e tornò a casa. Tentò immediatamente di salire in groppa al magnifico cavallo, ma cadde e si ruppe una gamba. Il vicino, che passava di lì diretto al mercato, vide il giovanotto seduto sulla veranda con la gamba ingessata mentre il padre zappava l’orto e chiese che fosse successo. Ascoltò scrollando il capo, e poi fece: “Che Sfortuna!”. “Fortuna, sfortuna: chi può dirlo?” rispose il contadino continuando a zappare l’orto. L’indomani il reparto del giovanotto arrivò a passo di marcia per il sentiero. Nel corso della notte era scoppiata la guerra e gli uomini si recavano al fronte. Vedendo che il figlio non era in grado di andare con loro, il vicino si sporse oltre lo steccato e rivolgendosi al contadino che si trovava nel campo osservò che almeno gli era stata risparmiata la sciagura di perdere il figlio in guerra: “Che fortuna!”, esclamò. “Fortuna, sfortuna: chi può dirlo?” replicò il contadino continuando ad arare il campo. Quella sera, il contadino e suo figlio si sedettero a tavola per cena, ma dopo aver mangiato appena qualche boccone il figlio rimase soffocato da un osso di pollo e morì. Al funerale, il vicino mise la mano sulla spalla del contadino, e disse tristemente: “Che sfortuna!”. “Fortuna, sfortuna: chi può dirlo?” replicò il contadino deponendo un mazzo di fiori accanto alla bara. Qualche giorno dopo il vicino venne da lui con la notizia che l’intero reparto di suo figlio era stato massacrato. “Tu almeno hai potuto essere vicino a tuo figlio quando è morto. Che fortuna!” “Fortuna, sfortuna: chi può dirlo?” rispose il contadino e si avviò al mercato. La maggioranza di noi è come il vicino della casa. Ogni nostra reazione e ogni nostro giudizio si basa su ciò che accade in momento determinato della vicenda che si sta svolgendo. Un determinato avvertimento è fortuna o una disgrazia. La chiameremo semplicemente “cambiamento”, perché ogni avvenimento o circostanza imprevista ci impone appunto un certo cambiamento.

(da “Guarire coi perché” , Robin Norwood, ed. Feltrinelli)

da https://www.iltuocounselor.it/2016/05/31/storia-del-contadino-e-della-vacca/