Negli anni del liceo ho sempre pensato che Giacomo Leopardi, nonostante le apparenze, fosse un uomo ottimista e che avesse il grande merito di aver scoperto il vero fine dell’uomo.

Oggi ho scoperto, in offerta lampo sul kindle, un libro che (forse) sostiene questa tesi: “L’arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita” di Alessandro D’Avenia.

Non l’ho ancora letto ma ho visto la recensione su YouTube :

Sono curioso di leggerlo: l’ho preso!

L’autore ha tenuto anche un talk su TED!!!

Nel talk racconta la storia di uno studente e il proprio maestro: di una relazione.

un maestro che impara che i bambini crescendo diventano  simili, non ai genitori, ma alle relazioni fra i genitori.

…la relazione e’ dare all’altro cio’ di cui l’altro ha bisogno…

Un Maestro che ci insegna l’importanza dell’appello…

… che gli eroi veri anno le lacrime…. come Ulisse!
Calipso, la dea immortale e bellissima, si stupisce di questo e chiede ad Ulisse  “perche’ piangi? Perche’ sei fragile? perche’ sei mortale?”.
Ulisse risponde perche’ sente la nostalgia di casa e rinuncia  all’immortalita’ e alla bellezza di Calipso perche’ vuole tornare dalla moglie (perche’ e’ lei che ha scelto).
Per questo Ulisse sceglie la mortalita’, la fragilita’, scelie un isola piccola inospitale. Perche’ li’ lo aspettano il figlio Telemaco, il padre Laerte, la moglie Penelope.

…Per questo  ricorderemo nei secoli Ulisse: perche’ Cio’ che definisce la nostra vita e’ cio’ che noi sappiamo amare …

Bello anche il cortometraggio tratto dal libro:

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